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Tutela acque destinate al consumo umano

Tracce di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nelle acque potabili in oltre 30 comuni veneti, tra cui Montagnana e Urbana, ma non ci sono rischi immediati per la popolazione

Il Centro Nazionale Ricerche (CNR), in accordo con il Ministero dell'Ambiente, ha attivato recentemente una campagna di misura di sostanze chimiche contaminanti rare sui principali bacini idrici italiani. In quest'ambito, sono stati prelevati campioni di acqua destinata al consumo umano in più di 30 comuni prevalentemente della provincia di Vicenza, oltre a comuni limitrofi nelle province di Padova e Verona. Le successive analisi hanno evidenziato un inquinamento diffuso di sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS), a concentrazione variabile in alcune aree delle province sopracitate.
In particolare nel territorio dell'ULSS 17 i comuni in cui è stata condotta la ricerca dal CNR sono Montagnana e Urbana (in particolare nell'area della frazione di San Salvaro).

Cosa sono i PFAS
Le sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) sono composti di largo uso ed utilizzati principalmente per rendere resistenti ai grassi e all'acqua materiali quali tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori per alimenti. Per maggiori informazioni è possibile consultare il documento allegato di approfondimento sui PFAS.

Limiti di concentrazione non definiti
Le concentrazioni di accettabilità nelle acque idonee al consumo umano di queste sostanze non sono ancora definite e non esistono limiti di concentrazione né nella nostra normativa nazionale, né in quella europea né negli standard internazionali fissati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Mancanza di rischio immediato
L'Istituto Superiore di Sanità ha rassicurato sulla mancanza di un rischio immediato per la popolazione esposta, ma a scopo cautelativo ha consigliato l'adozione di misure di trattamento delle acque potabili per l'abbattimento delle sostanze in questione e di prevenzione e controllo delle filiera idrica delle acque destinate al consumo umano nei territori interessati.

Misure adottate per la riduzione del rischio
In accordo con la Regione sono già state messe in atto una serie di misure atte a ridurre il potenziale rischio (a lungo termine) per la popolazione.
La situazione è monitorata a livello delle Aziende Ulss coinvolte (5 Ovest Vicentino, 6 Vicenza, 17 Este-Monselice, 20 Verona e 21 Legnago) e mediante un coordinamento regionale ed un supporto a livello centrale da parte dei Ministeri interessati e dell'Istituto Superiore di Sanità.

Ultimo aggiornamento: 12-08-2013
Redatto da: UOC Statistica Comunicazione e Sviluppo