Firmato l’accordo gestionale che incrementa per l’anno 2010 euro 283 mila in più per l’assistenza alle persone con disabilità nei Centri Diurni e nelle Comunità Alloggio
Più fondi per l’assistenza alle persone con disabilità nei Centri Diurni e nelle Comunità Alloggio, ma anche un diverso modello gestionale che consentirà di migliorare l’efficienza dei servizi, garantire uno standard più elevato e uniforme di assistenza e incentivare le strutture assistenziali ad accrescere ulteriormente la propria professionalità.
Sono questi, in estrema sintesi, i contenuti dell’accordo gestionale per l’erogazione di servizi residenziali e semiresidenziali per persone con disabilità sottoscritto nei giorni scorsi dalla Direzione dell’Azienda ULSS 17 con i soggetti del privato sociale territoriali: la Cooperativa Sociale Alambicco di Conselve, la Cooperativa Sociale Giovani e Amici di Terrassa Padovana, la Fondazione Irea Morini Pedrina di Este e la Fondazione Franchin Simon Onlus di Montagnana.
283 mila euro in più
L’accordo, valido fino al 2015, ha avuto nell’anno 2010 una dotazione di risorse per l’assistenza ai disabili pari a 4.939.374,00 euro, con un incremento di circa 283 mila euro rispetto all’anno precedente.
L’accordo coinvolge sia i Centri Diurni, per l’assistenza semi-residenziale, sia le Comunità Alloggio, per l’assistenza residenziale, e riguarda circa 250, tanti sono le persone con disabilità attualmente assistite presso le strutture territoriali.
Un’organizzazione migliore
Al di là delle dotazioni finanziarie, comunque, l’intesa segna anche un significativo passo avanti in termini di efficienza gestionale e garanzia della qualità dell’assistenza fornita. «Fino ad oggi - spiega il dott. Matteo Borin, Direttore dei Servizi Socio-Sanitari dell’Azienda ULSS 17 - l’assistenza veniva erogata attraverso una convenzione tra l’Azienda ULSS 17 e la struttura ospitante, e questo per ciascuna struttura. In questo modo, come si può immaginare, entravano in gioco molte variabili ed era difficile garantire a tutti lo stesso livello di assistenza». L’accordo firmato prevede invece l’abbandono di questa metodologia: d’ora in avanti tutti i soggetti con disabilità saranno assistiti sulla base di un’impegnativa con caratteristiche pre-definite nell’ambito di un accordo quadro che fissa fin da subito non solo i costi, ma anche livelli uniformi di assistenza e attività. «Il nuovo sistema sarà più efficiente in termini di costi e di tempo per l’inserimento delle persone con disabilità nelle strutture - prosegue il dott. Borin - ma questi sono solo alcuni dei benefici: ancora più importanti sono le ricadute per gli assistiti, perché ora è garantito loro lo stesso, elevato standard di assistenza, a parità di livello di disabilità».
Un progetto personalizzato con standard uniformi
Il documento, infatti, definisce con precisione ogni fase (e la relativa tempistica) del progetto di inserimento di una persona, sia nei Centri Diurni sia nelle Comunità Alloggio, e i soggetti del privato sociale firmatari si impegnano a rispettare ogni passo di questo vero e proprio “capitolato”. Si parte così dall’analisi dei bisogni del soggetto, per definire quindi un progetto educativo personalizzato che viene condiviso con i famigliari, fino ai momenti di verifica periodica dei risultati raggiunti.
Le aree di intervento naturalmente possono essere molteplici: il potenziamento dell’autonomia personale (dall’igiene personale alla comunicazione facilitata mediante PC, fino al mantenimento e recupero delle abilità scolastiche, etc.), la riabilitazione motoria (mediante nuovo, educazione motoria, mobilizzazione passiva, etc.), attività socio-ricreative ed espressive (ceramica, pittura, bricolage, animazione musicale, laboratorio teatrale, etc.), l’inserimento occupazionale (con mansioni ad esempio di assemblaggio, falegnameria, ceramica, giardinaggio, attività grafico-pittoriche).
Verso il miglioramento continuo
Allo stesso tempo, l’adozione dello strumento dell’impegnativa è destinato ad avere anche un’altra importante ricaduta a lungo termine: «A differenza di quanto avveniva in passato - spiega ancora il dott. Borin - con l’impegnativa, esattamente come per una qualsiasi prestazione specialistica, i famigliari possono scegliere la struttura a cui affidarsi e questo rappresenterà un importante stimolo per le Comunità Alloggio e i Centri Diurni ad accrescere ulteriormente la propria professionalità e gli standard qualitativi dell’assistenza erogata».
«Il documento che abbiamo sottoscritto - sottolinea Giovanni Pavesi, direttore generale dell’Azienda ULSS 17 - conferma ancora una volta l’attenzione della nostra Azienda nei confronti del territorio e dei suoi bisogni di assistenza non solo medico-specialistica, ma anche socio-sanitaria. È inoltre un’ulteriore dimostrazione di una metodologia di lavoro basata sul confronto costruttivo e sulla condivisione degli obiettivi con tutte le parti coinvolte: siamo convinti che sia il modo più efficace per garantire al territorio reali benefici a medio e lungo termine».
Un documento che farà scuola
L’accordo rappresenta così un importante cambiamento culturale oltre che organizzativo, e all’Azienda ULSS 17 sono già arrivate da altre ULSS della regione - intenzionate a seguire la stessa strada - richieste relative al testo che abbiamo sottoscritto, che è quindi destinato a diventare un esempio di buona pratica organizzativa nell’ambito dei servizi socio-sanitari.

