Diventa standard dopo la sperimentazione triennale avviata dal Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS 17 che ha registrato adesioni superiori rispetto alla media regionale e nazionale
Dopo tre anni di sperimentazione, il programma di screening del tumore del colon retto diventa un’attività permanente per l’ULSS 17, parte dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dall’Azienda alla popolazione. L’iniziativa nasce sulla base sia dei positivi risultati raggiunti durante la sperimentazione triennale avviata alla fine del 2006, che ha registrato una percentuale di adesione pari a circa il 30% tra la popolazione target (uomini e donne tra i 50 e i 69 anni), dato superiore alla media regionale e nazionale, sia dalla considerazione che il tumore del colon retto rappresenta oggi la seconda forma più diffusa di neoplasia in Italia.
Di qui l’importanza di continuare l’attività di screening già avviata, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente la percentuale di adesione, grazie anche alla collaborazione dei medici di medicina generale e degli operatori di Sanità Pubblica.
Nel raggiungere questo obiettivo, un ruolo importante avrà certamente l’attività di sensibilizzazione della popolazione, come dimostrano i dati del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS 17: l’aver ricevuto almeno due interventi di promozione dello screening (lettera, consiglio di un operatore sanitario, campagna informativa) fa aumentare infatti del 63% la probabilità di effettuare gli esami nei tempi raccomandati rispetto al 36% di chi ha ricevuto solo un intervento.
I dati epidemiologici, del resto, dimostrano tutta l’importanza di questo screening: in Italia ogni anno si ammalano di carcinoma colonrettale circa 38 mila persone e i decessi sono circa 13 mila. Nel Veneto, sulla base dei dati del Registro Tumori, si stima che ogni anno i nuovi casi di tumore del colon retto sono circa 3.500, con un tasso di sopravvivenza a 5 anni pari al 61%. Una percentuale, questa, che tuttavia può aumentare in modo significativo se il tumore viene diagnosticato allo stadio iniziale, quando sono maggiori le probabilità di guarigione.

