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News del 20/04/2010
Rischio cardiovascolare sottostimato dai residenti della bassa padovana

Il 16% della popolazione tra i 18 e i 69 anni non ha mai misurato il colesterolo, mentre il 30% di coloro che si sono sottoposti ad almeno un esame dichiara di avere una condizione di ipercolesterolemia
 

In Italia e in tutto il mondo occidentale le patologie collegate all’apparato cardiovascolare costituiscono la principale causa di morte una volta raggiunta l’età adulta, eppure i rischi ad essi collegati sono fortemente sottostimati da una quota significativa di popolazione della Bassa Padovana. È questa l’indicazione che emerge da una recente indagine compiuta dal Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS 17, dalla quale risulta in particolare che il 16% della popolazione tra i 18 e i 69 anni addirittura non ha mai misurato il colesterolo, mentre il 30% di coloro che si sono sottoposti ad almeno un esame dichiara di avere una condizione di ipercolesterolemia, quota che sale al 44% oltre i 50 anni.
Un altro fattore di rischio molto importante, implicato nella genesi di molte patologie cardiovascolari, è dato dall'ipertensione arteriosa, che nel territorio dell'ULSS 17 colpisce circa il 23% della popolazione tra i 18 e i 69 anni, quasi il 40% degli ultracinquantenni e circa il 14% dei giovani al di sotto dei 35 anni; senza contare poi che il 14,6% della popolazione non si è mai sottoposto all’esame della pressione arteriosa negli ultimi 24 mesi.
«Sono dati preoccupanti - commenta il dott. Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS 17 - soprattutto se sommati alla diffusione di altri fattori di rischio quali diabete, fumo ed obesità».
Di qui l’importanza dello screening cardiovascolare avviato già alla fine del 2008 dall’Azienda ULSS 17 - il primo non oncologico realizzato in Veneto – in collaborazione con in Medici di Medicina Generale su oltre 6 mila cittadini residenti nella Bassa Padovana, uomini e donne tra i 50 e i 59 anni di età considerati soggetti a “rischio intermedio”.
Per quanto riguarda poi, nel dettaglio, le azioni volte ad abbassare il colesterolo, il 26,6% degli ipercolesterolemici riferisce di essere in trattamento farmacologico, una percentuale elevata che sarebbe possibile ridurre con una maggiore cultura della prevenzione: «Il nostro impegno primario - sottolinea il dr. Ferro - è finalizzato a promuovere uno stile di vita più sano, che significa un’alimentazione più corretta, ma anche l’astinenza dal fumo e soprattutto condurre una vita attiva, perché anche recenti studi hanno confermato come niente sia più efficace, in termini di prevenzione, di una regolare attività fisica. Bastano 30 minuti al giorno di passeggiata con passo veloce».
Anche su questo fronte, la strategia dell’Azienda ULSS 17 è quella di coinvolgere in quest’opera di sensibilizzazione tutti gli operatori sanitari del territorio, dai medici di medicina generale agli stessi dipendenti dell’azienda, che nei mesi scorsi hanno ricevuto un manuale per la prevenzione del rischio cardiovascolare e un contapassi
 


ultimo aggiornamento: 20-4-2010